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Infertilità

Accertamenti

Domanda: Ci siamo sposati due anni fa (avevo ventotto anni) e da circa sei mesi cerchiamo di avere un figlio. Ho anche comprato un piccolo apparecchio per sapere quando ovulo, ma i mesi passano e non succede nulla. Il mio ginecologo dice che è presto per preoccuparsi e dice di attendere ancora sei mesi prima di sottoporsi ad alcun esame. Cosa ne pensa?

Risposta: Sapere se il seme di suo marito è fertile, se lei ovula bene e se vi sono infezioni genitali che disturbano la fertilizzazione sarebbe importante sia per lei che per il suo ginecologo.

Questi accertamenti sono semplici da eseguire e risultati di normalità sarebbero sicuramente di conforto, mentre il riscontro di qualche problema permette di eliminarlo e ristabilire una normale fertilità.

Si organizzi quindi per eseguire questi tre esami: spermiogramma del marito, dosaggio nel suo sangue degli ormoni della fertilità e ricerca di microrganismi infettanti sul collo dell'utero.

Vorrei anche ricordarle che le coppie fertili che hanno due o tre rapporti alla settimana non hanno bisogno di sapere quando avviene l'ovulazione per migliorare le possibilità di concepire.

Avere rapporti sessuali quando è indicato da un esame sulle urine, e non quando ne sia ha voglia, è spiacevole sia per l'uomo che per la donna e potrebbe, già di per sé, rendere questi tentativi di fertilità meno efficienti.

Domanda:Ci siamo sposati un anno fa con un grande desiderio di avere un figlio al più presto, ma questa gravidanza tarda ad arrivare. Mia moglie ha ventinove anni, io trentacinque, e per questo motivo la ginecologa ha voluto attendere tutti questi mesi prima di considerare degli accertamenti per infertilità. Ogni mese che passa ci sembra troppo lungo e, nel frattempo, tutte le coppie che conosciamo sono riuscite a concepire in pochi mesi. Ad essere sincero, mi sembra che quest'anno di attesa mi sembra sia stato sprecato. Non sarebbe stato meglio muoversi con più tempestività e identificare per tempo i problemi da curare?

Risposta: Gli studi statistici indicano che in dodici mesi di rapporti liberi, nove coppie su dieci riescono a concepire. Sulla base di questi dati la ginecologa ha scelto di attendere questo periodo di tentativi, prima di avviare delle indagini sulla vostra fertilità. Una scelta ben ragionata, convinta di fare quanto di meglio per voi.

Ha dimenticato però di informarvi che un problema di fertilità sarebbe stato evidenziato e curato solo dopo un anno, un periodo lungo per una coppia che vuole un figlio al più presto. Tecnicamente una scelta giusta, applicata alla coppia sbagliata. Per chiudere con le critiche, sarebbe stato meglio, a mio avviso, eseguire almeno una verifica della fertilità maschile e della qualità ovulatoria dopo tre, massimo sei mesi di tentativi.

Questo perché una coppia così giovane, se fertile, concepisce in tempi brevi. Con questa scelta tempestiva, risultati normali giustificano l'attesa, mentre eventuali problemi possono essere curati per tempo.

Cosa fare ora? In un mese di tempo è possibile concludere tutti gli accertamenti necessari: uno spermiogramma ed una ricerca di batteri nel seme maschile, l'esclusione della presenza di infezioni genitali femminili, lo studio del profilo ovulatorio mediante tre dosaggi ormonali ed un'isterosalpingografia per accertarsi che le tube siano aperte.

Con questi dati, qualsiasi problema venga alla luce, sarà possibile realizzare il vostro desiderio.

Bando quindi al passato, e chiedete alla ginecologa di approntare gli esami nel più breve tempo possibile.

Domanda: Mi sono sposata giovanissima, adesso ho quasi 25 anni ed ho deciso che è tempo di avere un bambino. Dopo tanti anni di pillola mi aspettavo di concepire subito, invece è da 1 anno che la positività del test di gravidanza si fa attendere. Mio marito, preoccupato, ha subito fatto un esame seminale ed il medico dice che va benissimo e potrebbe essere adatto a fare il donatore. I miei cicli mestruali sono regolari e si parla già di valutare le condizioni delle mie tube con un'isterosalpingografia. E' il mio medico che mi mette troppa fretta, sono io che gli ho trasmesso la mia ansia di concepire, o questo tempo d'attesa forse è del tutto normale?

Risposta: Una donna di 25 anni con ciclo regolare ed un marito ben fertile dovrebbero aver già concepito e questo fa sospettare la presenza di elementi che possono impedire la fecondazione.

La prima causa da escludere è la presenza di un'infezione genitale che disturbi il concepimento anche in assenza di sintomo per lei o per il marito. Se invece fossero presenti delle infezioni urinarie o delle vaginiti, oppure il marito avesse disturbi urinari, tale possibilità deve essere tenuta in considerazione. Confermare o escludere la presenza di infezioni genitali, è comunque semplice mediante dei tamponi, simili a quelli usati per il pap-test, da inviare ad un laboratorio di microbiologia.

E' anche opportuno controllare bene il profilo ormonale dei suoi cicli fertili per valutare la qualità delle sue ovulazioni, anche se l'età così giovane e la regolarità dei cicli non dovrebbero lasciare dubbi sulla qualità della sua funzione ovulatoria.

Credo che il consiglio di valutare la pervietà delle sue tube isterosalpingografia sia sicuramente opportuno e da eseguire al più presto. Questo esame è adatto nel caso la visita ginecologica sia normale, mentre consiglierei una laparoscopia (passaggio di una sonda ottica tramite l'ombelico) nel caso vi fosse anche il minimo sospetto della presenza di disturbi degli organi gentiali interni, Questa possibilità è da tenere ben presente nella vostra situazione perché la sua giovane età, i cicli perfettamente regolari e l'elevata qualità seminale fanno sospettare che l'elemento di disturbo posa essere proprio a livello dell'apparato genitale.

Affronti con serenità questi accertamenti perché vi sono buone possibilità di ristabilire rapidamente la sua fertilità nel caso venisse riscontrato un ostacolo alla fecondazione. Il successo delle tecniche di assistenza riproduttiva è eccellente quando la donna ha meno di 35 anni. Vedo quindi roseo il suo futuro riproduttivo e concordo con il profilo di indagini che il medico le ha suggerito.

Domanda:Fino ad ora, ho appena compiuto 37 anni, ho solo pensato al mio lavoro. Riunioni e ancora riunioni, carriera e, devo ammetterlo, molte soddisfazioni. Sono felicemente sposata con un uomo con un lavoro identico al mio ed insieme abbiamo atteso di potere ridurre questa pressione professionale prima di pensare ad un figlio. Da Gennaio ho smesso la pillola, ma il concepimento non arriva. Ho chiesto al mio ginecologo che mi ha consigliato una serie di esami per capire se si può ristabilire una fertilità spontanea, ma io preferirei passare direttamente ad una inseminazione od una fertilizzazione in vitro. Capisco che il mio lavoro mi porta a vedere tutto in modo manageriale, ma non me la sento di affrontare un percorso di esami e trattamenti ad esito incerto e preferirei passare direttamente all'azione. Cosa ne pensa?

Risposta: Penso che anche un manager non prende decisioni operative prima di avere gli elementi necessari a ridurre i costi e massimizzare i profitti. Per utilizzare un linguaggio a lei familiare, le dirò che ristabilire una fertilità spontanea rimane il sistema più economico per ottenere una gravidanza.

Per convincerla le dirò che la eliminazione di un'infezione genitale, sufficiente ad impedire il concepimento ma insufficiente a dare sintomi della sua presenza, oppure eliminare un varicocele del marito (una dilatazione della vena del testicolo che lo riscalda eccessivamente e danneggia la produzione di spermatozoi) possono darle il vantaggio di realizzare rapidamente il suo desiderio di gravidanza ed eliminare, allo stesso tempo, degli elementi di danno alla salute della coppia.

Inseminazioni e fertilizzazione in vitro, ovvero metodiche per favorire l'incontro fra ovulo e spermatozoo, nelle vie genitali femminili nel primo caso od in provetta nel secondo hanno, anche nelle migliori mani, un limitato margine di successo.

Il successo delle inseminazioni è del 15% per tentativo, mentre quello delle inseminazioni in vitro è del 25%. Questi margini sembrano bassi, ma riflettono solo quanto avviene in natura, in cui le possibilità di gravidanza per rapporto sono del 16% ed in cui, dopo la fertilizzazione, vengono eliminati il 40% degli embrioni.

Questa apparente scarsa fecondità umana, riflette solo l'eccellenza del prodotto finale ma diventa motivo di sofferenza quando viene vissuta "in diretta" come nel caso della fertilizzazione assistita.

Eliminare le cause di infertilità ristabilisce invece le possibilità di concepire spontaneamente distribuendo le possibilità di successo su tredici ovulazioni l'anno, senza costi, rischi e, diciamolo pure, con un certo piacere.

Gli esami di base per individuare le cause di infertilità sono tre o quattro ed un buon specialista può completare le sue indagini nel tempo di un pomeriggio. Sia quindi una buona manager della sua fertilità e si faccia aiutare a valorizzare al meglio le sue risorse spontanee!

Domanda: Quando ero fidanzata ho concepito in modo inatteso con il ragazzo che adesso è mio marito, in quel momento non ce la siamo sentita di proseguire la gravidanza perché non avevo neppure completato gli studi. Ora siamo sposati e vogliamo tanto avere un figlio, ma dopo più di un anno di tentativi non è ancora successo nulla. I miei cicli sono regolari e l'esame seminale è perfetto. Il ginecologo dice di attendere perché sono giovane, ho 30 anni, e non vuole ancora eseguire un'isterosalpingografia perché dice che è un esame molto fastidioso. Veramente la nostra pazienza è al limite, ci facciamo un sacco di sensi di colpa per la gravidanza che abbiamo interrotto e stiamo già pensando a inseminazioni o fertilizzazione in vitro. Cosa ci consiglia?

Risposta: Avete già concepito una volta e nelle coppie con pregressa fertilità, il secondo concepimento arriva entro circa sei mesi di tentativi. Questo anno di attesa è troppo lungo ed è tempo di individuare quale fattore di infertilità impedisca la fertilizzazione.

La regolarità dei flussi mestruali indica quasi sempre una buona funzione ovulatoria, ma per esser sicuri che l'ovaio funzioni in modo impeccabile le consiglio di controllare la concentrazione nel sangue degli ormoni della fertilità. Sono necessari tre piccoli prelievi di sangue: uno da eseguire fra il terzo ed il quinto giorno del flusso mestruale per dosare FSH, LH e TSH, e due successivi per dosare Progesterone e Prolattina a cui sottoporsi fra ventesimo e venticinquesimo giorno del ciclo.

E' anche necessario che chieda al suo ginecologo di escludere mediante un prelievo con un piccolo tampone la presenza di infezioni genitali quali Chlamydia e Mycoplasma, che possono ostacolare la fertilità.

La buona qualità seminale del marito deve essere ricontrollata ancora una volta, possibilmente presso un laboratorio con particolare competenza negli spermiogrammi, perché la qualità dei risultati dipende molto dall'esperienza del biologo che esegue l'esame.

Questo esame deve essere completato dalla ricerca di infezioni nel liquido seminale mediante spermiocoltura. Assenza di infezioni, buona qualità ovulatoria e buona qualità seminale indicano la necessità di procedere subito ad un accertamento laparoscopico, un piccolo intervento chirurgico che permette con una sonda ottica di evidenziare la presenza di un danno tubarico o di endometriosi (un disturbo benigno che impedisce la fertilizzazione). In entrambi i casi si può durante l'intervento riparare il danno tubarico, è possibile nel 50% dei casi, oppure folgorare con l'elettrobisturi le lesioni endometriosiche.

Non abbia timore di questa piccola operazione che si conclude in circa trenta minuti e richiede solo poche ore di degenza postoperatoria. Segua questi semplici consigli ed in breve tempo realizzerà il suo desiderio di gravidanza.


Domanda: Le prime mestruazioni sono arrivate solo a quindici anni, una costante della mia famiglia. I flussi periodici non sono mai stati regolari, così come mia madre e le mie due sorelle. Questa caratteristica mestruale non mi ha mai preoccupato perché abituale, però, a differenza delle mie due sorella più grandi e di mia madre, la mia gravidanza tarda ad arrivare. Dopo un anno di rapporti liberi il test è sempre negativo ed il mio ginecologo dice che questa attesa è normale, data la irregolarità del meccanismo ovulatorio. Non sono del tutto convinta di questa attesa e vorrei prendere provvedimenti per facilitare il concepimento, lei è d'accordo?

Risposta: Prima di pensare a quali provvedimenti attuare per accelerare l'arrivo della gravidanza sarebbe bene eseguire almeno un dosaggio ormonale che confermi la presenza di cicli ovulatori. Questo accertamento è semplice e basta eseguire un prelievo di sangue durante il prossimo sanguinamento per confermare che tutti gli ormoni coinvolti nella regolazione del ciclo risultino nei valori di norma.

Dopo venti e venticinque giorni dal flusso deve eseguire un secondo prelievo per sapere se ha ovulato ed anche indicare la qualità dell'ovulazione. Il marito deve eseguire un'analisi della qualità seminale per valutare il potenziale fertile, perchè soprattutto quando le fasi ovulatorie sono irregolari, una buona qualità del seme è un elemento determinante per facilitare la fecondazione.

E' anche opportuno escludere la presenza sul collo dell'utero di infezioni che non diano disturbi, ma interferiscano con il delicato meccanismo della fertilità. Con questi tre risultati è possibile decidere se attendere con pazienza l'arrivo di una gravidanza, se è necessario eliminare qualche fattore di infertilità o utilizzare dei farmaci che permettano una regolare fase ovulatoria.

In conclusione, vorrei che il consiglio di attendere sia basato su accertamenti precisi e non solo sull'ipotesi che sia solo l'irregolarità ovulatoria a determinare questa lunga attesa.

Infertilità maschile

Domanda:Avevo solo ventidue anni quando mi sono sposata e la gravidanza è arrivata subito, il decorso è stato felice ed anche il parto è stato molto agevole. Adesso ho 38 anni, mi sono risposata e vorrei tanto avere un'altro figlio dal mio attuale marito, ma è passato un anno e non succede nulla. Qualche volta mi sorge il dubbio di essere troppo vecchia, cosa devo fare?

Risposta: Un esame seminale del marito ed un semplice dosaggio del suo profilo ormonale possono rassicuraci sulla fertilità del nuovo compagno e sull'efficienza del meccanismo ovulatorio. Le raccomando di portare il campione seminale presso un laboratorio specializzato per la cura dell'infertilità in modo che l'analisi sia condotta in modo accurato da una biologa esperta in questi accertamenti.

Può invece eseguire i suoi dosaggi ormonali presso qualsiasi laboratorio perchè questi esami vengono condotti in modo automatizzato. I prelievi necessari sono tre: il primo va eseguito fra il terzo e quinto giorno mestruale per controllare FSH, LH, TSH, Prolattina, mentre gli altri due saranno al ventiduesimo e ventiquattresimo giorno per controllare le concentrazioni di Progesterone e Prolattina.

Con questi dati alla mano si può già definire una strategia per assisterla nel modo migliore e facilitare il concepimento. Quanto al suo timore di essere troppo vecchia, accantonerei questo immeritato sospetto in ragione della sua eccellente performance riproduttiva nella precedente gravidanza.

Domanda:Dopo sei mesi di rapporti senza concepimento, gli esami prescritti dal ginecologo hanno rivelato una scarsa concentrazione di spermatozoi con scarsa motilità. Mi hanno consigliato un ciclo di inseminazioni per risolvere il problema, ma sono un poco contraria a ricorrere a queste tecniche dopo così pochi mesi di infertilità. Cosa ne pensa?

Risposta: Seguirei il consiglio del suo ginecologo, perchè pochi spermatozoi con movimenti ridotti hanno scarse possibilità di raggiungere l'ovocita e di dar luogo ad una gravidanza. Prima di considerare questa possibilità di assistenza riproduttiva, è bene escludere la presenza di infezioni genitali, sincerarsi che non vi sia un danno tubarico ed eseguire uno studio ormonale del ciclo ovulatorio.

Vi è infatti la possibilità che questo periodo di infertilità abbia come cause principale la ridotta qualità seminale maschile, ma potrebbe avere dei fattori femminili concomitanti come infezioni, danno tubarico o disturbi ovulatori che potrebbero essere corretti e permettere un concepimento anche con pochi spermatozoi.

Quindi, prima di procedere a delle inseminazioni, le consiglio di completare questi accertamenti. In assenza di concause infettive, tubariche od ormonali si può programmare un ciclo di tre inseminazioni.

ll trasferimento con un piccolo catetere degli spermatozoi all'interno della cavità uterina può essere eseguito su cicli ovulatori spontanei oppure su cicli di ovulazione multipla indotti con farmaci.

Nel primo caso il margine di successo per ciclo di inseminazione è del 10-12%, nel secondo del 14-16%. L'uso dei farmaci che inducono ovulazione multipla comporta però la necessita di un controllo ecografico ripetuto della fase di maturazione follicolare e una possibilità del 20% di gravidanze gemellari.

Riassumendo, completi il quadro diagnostico prima di procedere con una inseminazione e discuta con il ginecologo vantaggi e svantaggi delle due diverse procedure di inseminazione.

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